L’evoluzione ci ha consentito di scendere dagli alberi  per camminare, un’attività salutare oggi sopita su sedie, poltrone e divani.

Sei milioni di anni fa, secondo i reperti studiati dagli antropologi, un ominide  era in grado di avanzare su due gambe nella savana africana, due di milioni anni dopo ne cadeva dagli alberi un altro il cui scheletro fu scoperto ad Afar in Etiopia.

Era un esemplare di femmina adulta dell’età apparente di 25 anni, vissuta almeno 3,2 milioni di anni fa e studiata nel 1973  in un accampamento di paleontologi guidati dall’americano Donald Johanson, il registratore diffondeva nell’aria Lucy in The Sky with Diamonds dei Beatles, e l’ominide fu battezzata Lucy, dall’analisi del reperto si scoprì che aveva già acquisito una certa posizione eretta che presentava molti vantaggi: consentiva di liberare le mani, che prima servivano per camminare, e di utilizzarle per compiere azioni di altro genere.

Inoltre, sollevandosi sulle gambe, i coevi di Lucy, potevano guardare al di là della cortina di erba che cresceva nella savana in cui vivevano e controllare meglio lo spazio circostante; poi la posizione eretta cominciava a diventare indispensabile per reggere una testa sempre più pesante a causa dell’aumento della massa cerebrale.

Cambiamenti Evolutivi nell’uomo : colonna vertebrale, cranio , gabbia toracica , bacino , femore e piede Da (Jones e Martin 1992)

Ci vorranno ancora milioni di anni per arrivare a circa 1,75 milioni di anni fa quando con un  processo di selezione naturale, compare il  genere homo con una decisa andatura bipede. Un cambiamento posturale che si ottiene con l’allargamento e accorciamento della gabbia toracica e della pelvi , un allungamento delle gambe (femore ,tibia e fibula) con accorciamento delle braccia ( omero, radio e ulna). La verticalizzazione del tronco ha richiesto un allineamento del forame occipitale alla colonna vertebrale che per sopportare il carico acquista una serie di curve , si incurva a livello cervicale, toracico e lombare, di queste le più marcate la cifosi toracica a concavità ventrale e la lordosi lombare a concavità dorsale (vedi figura a lato).

Il cambiamento nel piede più vistoso è la perdita della divergenza dell’alluce dalle altre dita del piede, caratteristica comune a tutte le scimmie antropomorfe e si perde anche l’opponibilità dell’alluce dato che si è persa la capacità d’arrampicarsi e muoversi sugli alberi come nella vita arboricola, si migliora la superficie d’appoggio del piede con l’utilizzo di un potente gioco muscolare nella camminata.

Oggi sappiamo anche da studi clinici  che camminare fa bene alla salute, non con il cosiddetto “struscio” da centro cittadino ma con l’andatura energica che ha la funzione di una vera e propria terapia, capace di curare e prevenire molte malattie soprattutto quelle metaboliche. Secondo le indicazioni della Società Italiana di Ipertensione Arteriosa, fare uno sport aerobico regolare a bassa intensità (e la camminata di buon passo è proprio questo tipo di esercizio) diminuisce del 35% il rischio di ipertensione, anche tra le persone predisposte per familiarità o sovrappeso. Una volta “portata a regime” l’abitudine all’esercizio fisico, ci si può attendere una diminuzione dei valori di pressione compresa tra i 10 e i 20 mmHg (millimetri di mercurio) per la massima e tra 5 e 15 mmHg per la minima.

 

Un obiettivo minimo per l’Organizzazione Mondiale della Sanità, destinato soprattutto alle persone afflitte da grossi problemi di obesità o sovrappeso, consiste in 4 chilometri di camminata giornaliera, ma per conseguire un benessere autentico, psicofisico, è assolutamente suggerito aumentare l’impegno in base alle proprie capacità personali e in accordo con il proprio medico curante e per una favorevole Direzione di Longevità.

Umberto Palazzo

Editorialista de Il CorriereNazionale.net

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

CAPTCHA ImageChange Image

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.