Mia mamma mi ha quasi costretto a dipingere, ho fatto un albero con le foglie e tutto ad un tratto si è aperto un mondo… vedevo chiaro ogni cosa, era bellissimo, mi sono sentito sicuro… di questo devo ringraziare mia madre.
(Giorgio Calza – diciannove anni, il primo scritto)
Da quel momento il grande salto, la metamorfosi, un susseguirsi di emozioni continue e perenni progressi, Giorgio aveva trovato il modo per comunicare, esprimersi, confrontarsi col mondo che fino ad allora gli era parso estraneo mentre ora sembra venirgli incontro e accoglierlo tra le sue braccia. Matite, colori, pennelli, oli, acrilici, china, tempere prendono forma tra le sue mani e avviene la magia, l’alchimia che trasforma l’uomo in artista e la materia diviene un ponte tra lui e il circostante, un’opera dialogante per trasformare il pensiero in immagini comunicative.
Contro ogni infausta previsione della scienza Giorgio oggi non è solo un uomo che ha trovato la sua strada, il suo equilibrio interiore ma è un creativo dalle immense potenzialità ancora inesplorate, un talento che dispensa bellezza ed estro artistico con la generosità dei puri di cuore.
Giorgio è un prodigio, il simbolo del mistero dell’esistenza, un inno alla vita dipinta in miriadi di fantastiche tonalità, immagini sorprendenti create da una mente fervida e magmatica in continua eruzione, è un vulcano, lava incandescente che infuoca e riscalda al primo incontro.
Rosanna Romano, artista dalle indiscusse eclettiche abilità, ne è la radice, il tutto che ha generato, è la terra, l’aria, l’acqua, il fuoco; è la madre che non ha mai ceduto, l’insegnante di vita, l’amaro e il dolce, il sorriso e il pianto, l’orgoglio e la determinazione, ormai giardiniera di un’aiuola in continua fioritura. Lei, la speranza, la lotta, la fede. L’Amore, oltre, come solo una madre sa;
Grazie figlio, per avermi donato il tuo mondo,
combattendo contro le previsioni, le ingiustizie e le etichette
che non dovrebbero esistere per nessuno
né tantomeno essere fatte vivere negativamente:
la diversità va compresa e il diversamente abile,
se aiutato, può dare molto. Con amore… continua a vincere la tua vita.
(Rosanna Romano)
Una passione condivisa per l’arte, tra madre e figlio, dovuta forse più all’indiscusso legame di sangue che a casualità. Due artisti di indubbio spessore che riescono naturalmente a esprimersi in maniera identitaria, così diversi nelle loro sfaccettature creative eppure capaci di comunioni collaborative in cui ognuno mantiene integra la propria impronta distintiva così come chiaramente visibile nelle opere del catalogo Metamorfosi artistiche curato da Oceano Edizioni in virtù della Mostra allestita presso Villa Morando di Lograto, accessibile al pubblico per l’intero dicembre del 2023
Le opere di Giorgio Calza, dal piglio fresco e innovativo, sono incentrate sulla originalità dell’espressione concettuale, caratterizzata da forme decise e sicure in cui spiccano colori ben definiti e delineati, dai contorni nitidi e marcati quasi a dirigere l’osservatore nella direzione desiderata, evitando distrazioni visive, sintomo di una mente creativa sicura e caparbia. Gli accostamenti cromatici, sempre frutto di scelte eleganti, invogliano alla sosta contemplativa, captano lo sguardo attraverso tinte impattanti e risolute, con linee essenziali ma fondamentali in cui le sbavature sono follie chimeriche, definite con precisione chirurgica.
Evidente l’attrazione geometrica in cui i dettagli costituiscono i teoremi su cui si basa l’estro artistico di Giorgio Calza che dipinge un mondo a colori, in cui il bianco e il nero non sono nucleali ma la genesi per partorire visioni caleidoscopiche. Nulla è lasciato al caso in un perfetto gioco di incastri e svolgimenti in cui le forme definiscono una perfetta architettura spaziale, senza vuoti a disperdere e non sfugge la presenza, in un gran numero di opere, di “ingranaggi”, dalle svariate dimensioni, posizionati strategicamente quasi a voler definire le gabbie mentali in cui l’uomo è immerso, divenendo a sua volta ingranaggio di una società che uniforma e mortifica l’inventiva, il pensiero critico e in definitiva l’individualità.
- Calza è quindi, paradossalmente, un sabotatore della realtà distopica in cui siamo costretti, è un indagatore, uno speleologo alla ricerca del “senso”, della verità nascosta agli occhi a cui cerca di imprimere volume e definizione personali, lontano dai paradigmi precostituiti, dai concetti imposti fuori dalla nostra interiorità e così le stelle si manifestano in forme piramidali, fantasmagoriche visioni che allietano lo spirito, creando suggestiva meraviglia.
Il Nostro è un artista che, operando sulle tele, agisce contemporaneamente su sé stesso, liberandosi dalla pesantezza dell’ego e dai dettami sociali, così come per gli alchimisti avveniva la trasmutazione del piombo in oro attraverso l’agito sulla materia.
Le sue opere sono attraenti e coinvolgenti, innestate su impianti compositivi d’avanguardia, oscillanti tra l’astrattismo lirico e quello geometrico, in cui il surreale è più vicino alla realtà di quanto si possa immaginare.
Maria Teresa Infante La Marca
Accademia delle Arti e delle Scienze filosofiche
Direttrice del Dipartimento “Solidarietà e Promozione Sociale”