Alle origini del volteggio equestre: l’antichità
L’inizio del rapporto tra uomo e cavallo si perde nella notte dei tempi. La sua domesticazione in occidente sembra
essere avvenuta intorno al III millennio a.C., in Asia molto prima, ma comunque sia, essa ha portato a evidenti
sviluppi nella cultura di ogni popolo. Il ruolo del cavallo nelle società umane è sempre stato tanto fondamentale
quanto “multitasking”: sicuramente ha permesso spostamenti più rapidi e quindi una più facile diffusione di merci e
idee, è stato un indubbio aiuto in agricoltura, per arare i campi, è stato un fedele alleato nella caccia e una temibile
arma nelle guerre… È inutile precisare che molto presto è diventato anche uno status symbol, e che,
contemporaneamente, la perizia nel montarlo portava ad un aumento del rispetto, considerazione e ammirazione
all’interno del gruppo. Viene di conseguenza abbastanza logico ritenere che ogni capacità “eccezionale” in tale
senso, pian piano venisse esibita nei riti civili e/o religiosi della collettività e magari ne diventasse parte integrante e
fondamentale. Non è escluso che le abilità acrobatiche che vengono esaltate nel volteggio possano essere fatte
risalire a questo, anche se ovviamente non è dato sapere esattamente dove e quando abbiano avuto origine.
Quello però che possiamo dire per certo che ci sono dei reperti storici molto antichi che certificano che pratiche di
monta che definiremmo acrobatiche, erano esercitate e tenute in alta considerazione. Uno straordinario esempio
in tal senso è costituito da una statuetta bronzea risalente al VII secolo a.C. rinvenuta in Sardegna. Essa rappresenta
chiaramente un uomo in piedi sulla groppa di un cavallo, un arciere, presumibilmente. Cosa stia facendo
effettivamente l’arciere non ci è dato sapere: è in guerra? Difficile immaginare di riuscire a tirare efficacemente se
si è in piedi su un cavallo, almeno che non sia fermo. Diverso sarebbe se il guerriero fosse stato rappresentato
seduto, allora gli esempi di arcieri a cavallo si moltiplicano. È a caccia? Forse è più probabile, in questo caso non è
escluso che lo stare in piedi sul cavallo fosse un modo per avere una visuale migliore, elevarsi rispetto all’erba alta e
gli arbusti che ostacolano la vista, riuscendo così a individuare più facilmente le prede. O ancora, rappresenta forse
la partecipazione ad un qualche rito? Una celebrazione tribale in cui i membri di una comunità mettono in mostra la
propria maestria a cavallo per “elevare il proprio rango”? Nessuno lo sa di sicuro, ma certo è che le abilità
acrobatiche sul cavallo evidentemente erano meritevoli di essere esaltate e tramandate
https://x.com/MuseoArcheoCa/status/1194311824084230147/photo/1.
Anche le “cronache” dell’antica Roma ci tramandano informazioni su veri e propri spettacoli di acrobazia sul
cavallo: accanto alle certamente più celebrate corse di bighe al Circo Massimo, si svolgevano le esibizioni dei
desultores, veri e propri “saltimbanchi” specializzati soprattutto nello scendere e salire in un cavallo in corsa, o
addirittura nel saltare da un cavallo a un altro sempre in movimento. Molti sono i riferimenti sia scritti che
iconografici rinvenuti. Scene di queste esibizioni si trovano ad esempio mirabilmente rappresentate in alcuni
mosaici risalenti al I secolo d.C. rinvenuti nei sotterranei di Villa Farnese a Roma https://visite-
palazzofarnese.it/palazzo-farnese/.
Al di là dello spettacolo, il grande successo di questa disciplina si fondava però sulla sua utilità nell’arte militare:
quale migliore allenamento per i soldati della cavalleria! Per guerreggiare a cavallo era fondamentale saper stare in
equilibrio senza mani, saper scendere e salire da un destriero in corsa e così via. Da sempre qualcosa di simile al
volteggio venne continuativamente utilizzato per la preparazione dei cavalieri. Che ciò fosse vero anche nel
medioevo, ad esempio, è testimoniato da alcune scene dell’arazzo di Bayeux che raffigurano la battaglia di Hastings
(seconda metà del XI secolo d.C)
https://it.wikipedia.org/wiki/Arazzo_di_Bayeux#/media/File:Bayeux_Tapestry_scene55_William_Hastings_battlefie
ld.jpg, in cui si vedono chiaramente dei cavalieri montare rivolti verso la coda del cavallo. Leggendaria era la
cavalleria di Gengis Khan, in questo senso.
La pratica del volteggio nell’addestramento militare è continuata sicuramente fino alle prime decadi del secolo
scorso, ma di questo verrà raccontato più in dettaglio nel prossimo articolo.
Nicoletta Capitanio.
Fotografie viksclick per The Vaulting Review