Se Parigi è la capitale dall’enigmatico sorriso della gioconda, Vienna attrae anche giovanissimi con il famoso bacio di Klimt

Il bacio di Klimt, Belvedere Museum Vienna – foto personale

Gustav Klimt (1862-1918) è stato un’artista di rottura con i formalismi pittorici della sua epoca  e il più rappresentativo del periodo denominato Jugendstill, che ne decretò il successo mondiale.

Le sue opere incantano e seducono con una sensualità che scandalizzava l’allora rigido mondo dell’Accademia viennese della fin de siècle.

Klimt era dell’idea che tutta l’arte fosse erotica, e anche su questo ha fatto scuola poiché  anche Picasso dopo di lui  dichiarerà:

l’arte non è casta e se è casta non è arte.

Klimt amava la compagnia delle donne anche se continuò a vivere con la mamma e due sorelle pur avendo una compagna stabile, la stilista Emile ispiratrice di molte sue opere. Klimt ebbe numerose relazioni con le sue modelle diventando padre di 14 figli illegittimi, tanto che nella Vienna pettegola e chiacchierona si sussurrava che dipingesse nudo con il solo grembiule da lavoro.

 

 

Giuditta I Arte e Dossier

La notorietà di Klimt fece sì che le donne dell’alta società viennese facessero a gara per farsi ritrarre dal maestro, nel 1901 dipinse la sua prima Giuditta, regale tagliatrice di testa incastonata nell’oro come la bizantina imperatrice Teodora. Giuditta è la donna dotata di un nuovo potere, quello di poter decidere della propria sessualità  e di poter tagliare anche con le proprie mani la testa dell’uomo.

La nuova donna del Novecento è rappresentata nel quadro più famoso del maestro: Der Kuss ovvero il bacio. Nel Belvedere Museum di Vienna abbiamo visto file di giovanissimi in gita scolastica erano magnetizzati dal dipinto, una sfolgorante celebrazione di un’estasi amorosa  in cui ancora una volta la donna è protagonista.

Inginocchiata abbracciata all’uomo che la bacia teneramente, la fusione di coppia appare realizzata e distante dalla minaccia di conflitto della prima guerra mondiale. La Vienna di Klimt era afflitta da una generale misoginia mista a un ordine sociale minacciato, tra  crisi politica della società liberale e secessione culturale, la donna appare un simbolo dell’ ansia di rinnovamento.

Dal grembo materno protettivo del passato, l’arte di Klimt propone un nuovo modello di donna, niente più ninfe e bagnanti del secolo precedente ma un nuovo immaginario sessuale con la sottile paura di incontrare donne che possono compiacersi di tagliare la testa o il terribile sospetto non dichiarato di perdere la mascolinità con la temuta “vagina dentata”.

Le giovani coppie  che abbiamo visto fotografarsi nel Belvedere Museum di Vienna, con l’iconica immagine alle spalle, respingono ipotesi malsane e fanno ben sperare per un futuro migliore accompagnato  da una  sessualità praticata appagante e capace di  allontanare gli attuali venti di guerra e la preoccupante denatalità.

Umberto Palazzo

Editorialista de IlCorriereNazionale.net